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April 10

| Io chiedo scusa a sproposito, per mille motivi. Quando voglio finire una discussione spiacevole, magari nata da un bisticcio. Oppure quando voglio dimostrare che per me fare ammenda non è così difficile. Ma il motivo principale è che non mi dispiace prendermi le colpe, lo fatto talmente tante volte. In famiglia ero considerato la pecora nera e questo comportava che cercare di dimostrare di essere innocente si rivelava lungo e complicato. Non volevo impegnarmi così a fondo nella dimostrazione della mia innocenza. Così lasciavo correre, tanto una colpa in più non cambia se sono solo piccolezze. Per me scusarsi è fin troppo facile, è quasi automatico.
Evitare di chiedere perdono invece è molto più coraggioso. Mi verrebbe da farlo, ma mi trattengo. Mi sforzo di non dire quelle paroline che servono a riparare i torti. Bisogna apprezzare lo sforzo, andare oltre a quella omissione. Le persone sono strane e io uso le scuse al contrario. Mi scuso quando non servirebbe mentre quando è necessario taccio, al massimo dico che mi dispiace. Usare troppo una parola ne sminuisce il significato. Le persone che mi trovo davanti sono opposte. Sono quelli che non si scusano mai. Che devi fare un'estrazione dentaria per farti chiedere scusa. Sono orgogliosi, come me in fondo. Per loro chiedere scusa è una debolezza, mentre per me è la dimostrazione che sono forte. Chiedo scusa per tutto, subito e prima che tu te l'aspetti. Spesso mi sono sentito dire:"devi smetterla di scusarti sempre, si evince che sei un insicuro.". Quindi il mio chiedere scusa in realtà non dimostra forza, è solo la rappresentazione delle mie insicurezze. Quel modo di fare in realtà è uno scudo, che mi protegge. Senza la possibilità di sanare tutto mi sento perduto. Però le scuse iniziavano a diventare vuote, senza premeditazione, senza il vero motivo che ti spinge a farle.
Questo intervento si riferisce a un me stesso del passato, ora sto imparando a scusarmi di meno, le volte giuste ma meno.
|   | November 21   | Si trova lì sul comodino. Lo accendo, e aspetto. Si spegne e lo ricarico, poi lo riaccendo. Passano ore, giorni, settimane e stagioni, tempeste, serie tv. Dopo però appena finito di guardare la tv, arriva la penombra. Il sole tramonta e la luminosità scema prima che possiamo rendercene conto e porvi rimedio. In quell'attimo in cui pensi che se non illumini andrai a sbattere, uno sbrilluccichio. Lui illumina per un attimo verso l'alto, ma tu non hai il tempo di seguire con lo sguardo il flash che è di nuovo buio. Poi ancora ma stavolta capisci. Il display segna 1 chiamata e 2 messaggi, vogliono te. |   |
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